Zoonosi

Con il termine zoonosi si è soliti intendere tutte quelle malattie, normalmente di tipo infettivo, che possono essere trasmesse dagli altri animali all’uomo o viceversa, o in maniera diretta (quindi venendo a contatto con un esemplare già malato) o indiretta (per cui il contagio avviene tramite organismi terzi, tipo virus, batteri o parassiti, ma anche attraverso il cibo o l’acqua contaminata). Di solito è difficile che l’infezione avvenga direttamente, più facile che la patologia venga trasmessa per via indiretta. La salute umana è strettamente collegata (molto più di quanto ancora oggi vogliamo ammettere) con quella degli animali con cui entriamo in contatto, sia quelli legati alla produzione di cibo, sia quelli che incontriamo camminando nelle città o nei boschi. Per questo motivo si può capire perché la possibilità di trasmissione delle malattie dall’animale all’uomo e viceversa sia un problema estremamente pericoloso e da tenere quanto possibile sotto controllo.

Le patologie zoonotiche

Ma cosa si intende esattamente per patologie zoonotiche? Ebbene, il termine è molto generale e indica tutte quelle malattie che possono passare dalla specie umana ad altre specie animali e viceversa. Esistono poi degli speciali “sottogruppi” utili per capire più nel dettaglio chi trasmette a chi:

  • antropozoonosi: malattie trasmissibili all’uomo dagli altri animali (normalmente ci si riferisce a questa classe quando parliamo genericamente di zoonosi);
  • zooantroponosi: malattie trasmissibili agli altri animali dall’uomo;
  • anfixenosi: malattie reciprocamente trasmissibili.

Zoonosi

Ad oggi sono conosciute almeno un centinaio di zoonosi, di cui una trentina solo nella zona del Mediterraneo. Quest’elevata concentrazione è dovuta principalmente alla grande biodiversità della fauna locale, che vive a stretto contatto con la popolazione umana. Fortunatamente molte di queste zoonosi “tradizionali” stanno scomparendo, grazie ad interventi mirati sia sulla popolazione animale della specifica razza portatrice (tipo la rabbia, tenuta sotto controllo grazie a campagne di vaccinazione sia nei cani che nelle razze selvatiche, o la miasi americana, affacciatasi in Europa negli anni ‘90 e debellata grazie all’inserimento in loco di maschi sterili della mosca assassina) che sul comportamento umano in relazione agli animali a rischio (basti pensare alla vaccinazione contro il tetano che, oltre ad essere trasmesso da oggetti arrugginiti, può anche essere contratto tramite il morso di cani, gatti, roditori o scimmie).

Ci sono poi alcune patologie che possono essere classificate come finte zoonosi: può capitare (come nel caso della malaria) che la trasmissione avvenga sì grazie all’azione di insetti o di altri vettori, ma queste malattie hanno poi assoluto bisogno di un ospite umano per svilupparsi. Facciamo un esempio pratico proprio con questa malattia: una zanzara appartenente alla specie Anopheles opera come vettore di questa patologia solo se prende sangue da un individuo già malato; farà da “incubatore”  per lo sviluppo di nuovi plasmodi (i diretti responsabili della malaria), che poi verranno iniettati nuovamente in un altro individuo al termine del loro ciclo di sviluppo all’interno della zanzara.

Med – vet – net

Essendo infezioni che possono colpire tanto l’uomo quanto varie specie di animali (con potenza e sintomatologie simili, ma anche molto differenti) è fondamentale che ci sia una diretta collaborazione tra i medici e i veterinari. Per questo motivo all’interno dell’Unione Europea è nata nel 2009 l’Associazione Med-Vet-Net per la Ricerca sulle Zoonosi (conosciuta anche come Med-Vet-Net Association), volta a garantire un’azione comune di controllo e lotta contro le zoonosi in ambito comunitario. Questo ente, del tutto autosufficiente, rappresenta l’eredità di un’altra azione comunitaria nata nel 2004 e finanziata per i seguenti cinque anni grazie ai fondi comunitari del Sesto Programma Quadro (ovvero l’accordo tra i vari paesi membri stilato per decidere come, dove e in che quantità spendere il budget comune, normalmente a durata settennale): il Med-Vet-Net NoE (ovvero Network of Excellence).

Le patologie zoonotiche

Lo scopo di entrambi gli istituti è quello di garantire uno stretto controllo su queste patologie trasmissibili tra uomo e animale (e viceversa), senza che le due classi mediche tirate in ballo (i medici e i veterinari) possano sminuirne l’importanza verso la specie colpita: purtroppo se una patologia “nasce” come tipica di una specie, questa sarà tendenzialmente in grado di tenerla a bada (o di affrontarla senza rischi eccessivi), ma se viene trasmessa ad un’altra razza, non abituata, potrà svilupparsi in forme anche estremamente aggressive. Di conseguenza il Med-Vet-Net è un luogo per scambiare informazioni, protocolli e ricerche tra queste due branche della medicina che normalmente non avrebbero nulla a che fare l’una con l’altra.

Con questo non bisogna di colpo tremare alla vista di un qualsiasi animale perché possibile portatore di una zoonosi, ma è necessario capire che il fatto di appartenere a due specie diverse non implica che non possiamo ammalarci uno a causa dell’altro. Bisogna essere informati di queste eventualità e in caso di dubbio è necessario rivolgersi il prima possibile al proprio medico (se il rischio viene da un animale sconosciuto) o al veterinario di fiducia (se si si teme per il nostro compagno a quattro zampe).

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