Infiammazioni intestinali: cause

Infiammazioni intestinali cause

Cosa c’è dietro le infiammazioni dell’intestino? L’apparato digerente con i suoi organi, dalla bocca all’ano, è di fondamentale importanza per il corpo: attraverso questo complesso sistema il fisico ottiene il rifornimento in termini di cibo e acqua (quindi di energia) necessario alla vita; attraverso le pareti dello stomaco e dell’intestino la flora batterica, pur lasciando passare le sostanze benefiche per l’organismo, scherma l’ingresso di potenziali agenti patogeni (virus, batteri e altri microrganismi); sempre l’intestino, poi si occupa di eliminare le feci, ovvero i resti dei cibi ingeriti cui sono state eliminate tutte le sostanze utili per il corpo.

A volte, però, proprio l’intestino è quella parte del corpo che ha più bisogno di supporto perché è tra le più esposte, come nel caso delle infiammazioni intestinali. Ma con cosa abbiamo a che fare quando parliamo di IBD (o Inflammatory Bowel Disease)? Per quale motivo l’intestino si può infiammare? C’è modo di prevenire questo genere di patologie? Scopriamolo insieme.

Infiammazioni croniche intestinali

La sigla IBD sta a racchiudere tutta una serie di patologie, tra cui il morbo di Chron e la colite ulcerosa (tra le più comuni), a carico di una o più parti del sistema digerente. La caratteristica principale di questo genere di malattie è legata al fatto di essere croniche e di non avere una causa scatenante nota. Dagli studi effettuati sembra che lo sviluppo di queste IBD sia a carattere autoimmune: il sistema immunitario per una qualche ragione impazzisce (spesso già durante l’adolescenza) e inizia ad attaccare le cellule dell’apparato digerente, attivando una infiammazione di tipo cronico.

Infiammazioni croniche intestinaliSi stima che in Italia siano circa 200000 i pazienti affetti da una IBD, ma purtroppo il numero dei nuovi casi è aumentato sensibilmente nell’ultimo decennio (secondo un rapporto di 1:20). Da quello che al momento si evince è che queste patologie colpiscono indifferentemente uomini e donne, con una maggiore frequenza nei casi di familiarità genetica. Anche se esiste un rischio maggiore di contrarre una IBD qualora ne abbiano sofferto dei consanguinei, questo genere di patologie non ha carattere ereditario.

IBD: cause e fattori di rischio

Abbiamo visto che purtroppo non si ha ancora un’idea chiara sulla ragione per cui insorgono questo genere di malattie, anche se sembra essere tutto sommato certo il loro carattere autoimmune. Un’altra teoria sembra indicare un determinato agente patogeno come causa a partire dalla quale si sviluppa una determinata IBD, anche se al momento non esistono prove certe. Quello che al momento sembra appurato è che intervengono tre fattori di rischio:

  • fattori genetici: presenza di casi di IBD in familiari consanguinei;
  • fattori ambientali: tra cui la dieta dei paesi occidentali, ricca di carboidrati e zuccheri complessi; fumo ecc.;
  • fattori immunologici: malfunzionamento del sistema immunitario che si rivolge contro le cellule della parete intestinale e i microrganismi della flora batterica “buona”.

IBD cause e fattori di rischioOvviamente, considerando che ancora non sono state scoperte delle cause certe per lo sviluppo di malattie tipo il morbo di Chron o la colite ulcerosa, purtroppo non esiste un reale protocollo di prevenzione che sia veramente efficace. Certamente possono aiutare azioni di salvaguardia del tratto intestinale, come una dieta bilanciata che sia più ricca di fibre rispetto ai carboidrati complessi, attività fisica periodica, controllo del peso corporeo e astinenza da fumo e droghe.

Sintomi e diagnosi

Nella maggior parte dei casi è molto difficile riconoscere una malattia infiammatoria cronica dell’intestino a partire dai suoi sintomi: molto spesso questi (diarrea, vomito, flatulenza, abbondanza di muco nelle feci, perdita importante di peso ecc.) sono simili ad altre condizioni patologiche non necessariamente così pericolose. Per questo motivo è fondamentale, qualora si sospetti una IBD (o MICI, nella versione della medicina italiana), procedere immediatamente con una colonscopia: il prelievo bioptico della mucosa, infatti, è in grado di stabilire con certezza se siamo in presenza di una infiammazione cronica o meno, considerando il fatto che con questo genere di patologie si va a modificare quella che è la struttura cellulare di base.

Ovviamente questo articolo vuole essere solo uno spunto di informazione per quelli che sono gli argomenti trattati, ma se avete dubbi o bisogno di ulteriori chiarimenti, allora è fondamentale rivolgersi con prontezza dal proprio medico curante o da un gastroenterologo (dottore specializzato proprio nei disturbi dell’apparato digerente).

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