Cancro alla prostata – sintomi, ricerche, cure

Il cancro alla prostata è statisticamente uno dei Tumori che sono più diagnosticati nei maschi. La sua progressione è lenta, Infatti dalla comparsa delle prime cellule fino alla comparsa dei sintomi possono passare anche 12 anni o più. Il carcinoma della prostata, prevede tre vari trattamenti e anche una terapia ormonale che blocca gli ormoni sessuali maschili che sono responsabili dello sviluppo delle cellule tumorali.

Cancro alla prostata – sintomi, ricerche, cure

Le statistiche indicano che il cancro della prostata è una patologia in aumento nei paesi industrializzati. Per prevenire la complicanza e iniziare subito le cure, è fondamentale monitorare costantemente la prostata con visite periodiche. Quali sono i fattori di rischio per sviluppare il cancro alla prostata? ​Tra i fattori di rischio vi sono l’età, la razza, ed eventuali cancro alla prostata in famiglia. In generale, l’età media di rilevamento di questa patologia è intorno ai 70 anni. Comunque bisogna prestare molta attenzione ai fattori genetici, perché se un parente di primo grado sviluppa il cancro alla prostata, Il rischio è doppio per gli altri uomini della famiglia. In proporzione, i bianchi sono meno predisposti a questo tipo di patologia. S livello genetico, sono stati individuati 6 tipi di genoma umano a causa del cui mutazioni si può avere l’insorgenza di questo tumore.

Qual è la diagnosi per il cancro alla prostata? ​

Tra gli esami che permettono di individuare cancro alla prostata vi sono l’anamnesi, l’esame rettale, l’ecografia trans rettale, e l’analisi del PSA sierico. Non vi sono sintomi specifici che permettono di individuare il cancro alla prostata. Tra i sintomi, comunque vi possono essere la minzione frequente, una difficoltà a urinare, è la sensazione che la vescica non sia mai completamente vuota. Quando il tumore ha uno stadio più avanzato i sintomi possono cambiare e comprendono sangue nello sperma, sangue e dolore nella zona dell’ano, incontinenza urinaria, bruciore durante la minzione, disfunzione erettile, e dolori​ a livello​ lombare e inguinale. Nello stadio finale della malattia, i sintomi possono comprendere anche di dolore alle ossa, delle fratture patologiche, la paralisi degli arti, problemi nella coagulazione del sangue e una sensazione di compressione del midollo spinale.

Qual è la diagnosi per il cancro alla prostata La ricerca dei sintomi per il tumore alla prostata comprendono l’esame rettale, che è molto utile perché permette di diagnosticare il tumore alla prostata fino al 50% dei casi. Un altro metodo molto utile è il livello di PSA nel sangue, anche se non sempre è sintomo di cancro alla prostata. PSA è la sigla che indica una proteina che viene prodotta, infatti, sia dalle cellule sane che da quelle del tumore. Infatti, la comparsa di marca elevati di PSA nelle analisi del sangue possono indicare anche un tumore benigno o una semplice infiammazione della prostata. ​ È importante anche verificare il rapporto tra la concentrazione di PSA e il volume della ghiandola prostatica, che si può rilevare tramite un ecografia. Un altro metodo molto utile che rappresenta anche la diagnosi definitiva per il cancro alla prostata, è la biopsia della Prova del materiale raccolto e la sua analisi al microscopio. Si tratta comunque di un tumore che si sviluppa lentamente, per questo motivo la prostata va osservata con molta attenzione e con visite regolari.

Quali sono i trattamenti per il cancro alla prostata?

I trattamenti dipendono dallo stadio di avanzamento della malattia. La terapia è sempre individuale, e va selezionata in base al singolo paziente. Quando il tumore è agli stadi iniziali, può essere utile rimuovere completamente la ghiandola prostatica, così si possono evitare complicazioni. Altre terapie prevedono radioterapia, e chemioterapia, anche se vi sono degli effetti collaterali molto fastidiose come la disfunzione erettile, la diarrea, l’ulcera, e l’incontinenza urinaria. Esistono comunque dei nuovi farmaci sviluppati di recente che sono efficaci nel 20% dei pazienti che hanno tumore alla prostata in fase avanzata. Tra questi farmaci vi è un principio attivo che si chiama​ kabazitaxel​. Le ricerche hanno indicato che una terapia a base di questo principio attivo abbinato a prednisone, può ridurre la mortalità dei pazienti con carcinoma metastatico fino al 28%. Un altro farmaco che permette di bloccare il testosterone, inibendo quindi gli enzimi che coinvolgono questo ormone, e l’abiraterone. La possibilità di ridurre la produzione di testosterone è molto efficace perché questo ormone contribuisce allo sviluppo del cancro alla prostata.

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