Le piante allergizzanti

Le piante allergizzantiSe durante la stagione fredda chi soffre di allergia può in molti casi tirare un sospiro di sollievo, sicuramente diverso è il discorso nel momento in cui l’inverno lascia spazio alla primavera. La bella stagione, infatti, è il periodo dell’anno in cui erbe, fiori, alberi e arbusti si riproducono creando non pochi problemi a chi soffre di pollinosi, ovvero di allergia al polline. Considerando che questo disturbo, tendenzialmente a carattere stagionale, può risultare davvero fastidioso, cerchiamo di capire insieme quali sono i periodi in cui prestare maggiore attenzione, i sintomi più frequenti e qualche trucco per sopravvivere al momento dell’impollinazione.

Allergia ai pollini

Allergia ai polliniLe piante cosiddette anemofile non hanno alcuno strumento particolare per poter attrarre gli insetti e delegare a loro la riproduzione. Per questo motivo rilasciano periodicamente nell’aria grandissime concentrazioni di pollini affidandone al vento il trasporto per l’inseminazione. Purtroppo per noi, però, molti di questi pollini sono ricchi di proteine allergizzanti le quali, giunte a contatto con particolari immunoglobuline (chiamate mastociti), presenti nella mucosa delle vie aeree e oculari, stimolano il rilascio di istamina e quindi inducono una vera e propria reazione allergica.

Pensate che si stima che il 60% della popolazione europea soffra di rinite allergica, con o senza manifestazioni di congiuntivite. Ora, se siamo fortunati, basta adottare qualche precauzione per poter godere senza pericolo delle infiorescenze primaverili, ma è di fondamentale importanza capire fino a che punto il nostro corpo non tollera determinati allergeni per evitare spiacevoli conseguenze. Per questo motivo ai primi accenni di allergia è consigliabile rivolgersi quanto prima al medico di riferimento (normalmente l’allergologo) il quale, previa anamnesi ed esecuzione di specifici test, è in grado di stabilire non solo a cosa siamo allergici, ma anche eventuali strategie preventive e di cura.

Allergia ai pollini: sintomi e prevenzione

Durante il periodo della pollinazione vengono rilasciate dalle piante enormi quantità di polline che si vanno a depositare dovunque, dagli abiti alle macchine e perfino sugli alimenti esposti all’aria. Ovviamente attraverso il respiro questi pollini entrano in contatto con le nostre mucose della congiuntiva, del naso e dei bronchi. Ora, se le concentrazioni sono minime e noi non siamo sensibili a determinate proteine polliniche, poco male.

Allergia ai pollini sintomi e prevenzioneA partire dalla primavera, però, soprattutto in determinate aree geografiche e in determinati periodi dell’anno, la quantità di pollini che vuoi o non vuoi respiriamo può aumentare esponenzialmente, causando quindi frequenti reazioni di tipo allergico. A volte basta solo cambiare aria nei periodi più critici (andando per esempio al mare, dove in media la concentrazione dei pollini è più bassa), altre volte è necessario seguire qualche piccola precauzione per arginare gli effetti sull’organismo:

  1. consultare i calendari pollinici per conoscere quando le principali piante entrano nel periodo di pollinazione;
  2. evitare di esporsi all’aria aperta soprattutto nelle ore centrali della giornata;
  3. lavare capelli, indumenti e la casa con maggiore frequenza;
  4. fare attenzione agli eventi temporaleschi (che possono causare in chi soffre di pollinosi una vera e propria thunderstorm-related asthma, o asma da temporale).

Parlando di sintomatologia, la pollinosi si presenta come una patologia a carico degli occhi (con la congiuntivite), del naso (con la rinite) e dei bronchi (con l’asma). Nello specifico, i sintomi più comuni della pollinosi sono prurito agli occhi con frequente arrossamento e lacrimazione, tosse e starnuti, secrezione di muco, difficoltà respiratorie, broncospasmi e perfino asma.

Piante allergizzanti: le più comuni pollinosi

Potenzialmente tutte le piante anemofile (che rilasciano i pollini al vento) possono essere allergizzanti. Ma quali sono le pollinosi più comuni, almeno in Italia?

Al primo posto, senza ombra di dubbio, troviamo la famiglia delle Graminacee (quella della gramigna, giusto per citarne una) caratterizzata dalla presenza di spighe più o meno grandi. La fioritura di queste piante è prettamente primaverile e al livello geografico sono diffuse soprattutto nel centro-nord Italia, considerando che le temperature tendenzialmente più calde del sud fanno seccare prima le Graminacee.

Piante allergizzanti le più comuni pollinosiDa marzo a luglio e da settembre a fine ottobre la Parietaria (famiglia delle Urticacee) può creare particolari problemi soprattutto nel sud Italia a causa del suo lunghissimo periodo di fioritura.

Potere allergizzante hanno anche le piante della famiglia delle Composite, come l’Assenzio e l’Artemisia (erba molto infestante introdotta dagli USA). Questo genere di piante rilascia i suoi pollini generalmente durante la tarda stagione estiva e l’inizio di quella autunnale.

Anche gli alberi possono rilasciare pollini in grado di scatenare reazioni allergiche: è il caso delle Betullacee, delle Cupressacee (soprattutto nel periodo invernale) e delle Oleacee (generalmente all’inizio dell’estate).

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