Incontinenza urinaria negli uomini: cause e trattamenti

Incontinenza urinaria negli uomini cause e trattamentiQuando parliamo di incontinenza urinaria ci riferiamo all’incapacità totale o parziale della persona di trattenere volontariamente l’urina. Anche se ne soffrono soprattutto le donne, stando almeno a quelle che sono le statistiche ufficiali, questo disturbo può colpire abbastanza frequentemente anche la popolazione maschile, soprattutto di età avanzata: si stima che tra il 10 e il 35% dei pazienti uomini riporti episodi di incontinenza urinaria e di questi circa il 10% ne soffre in maniera potenzialmente debilitante.

Contrariamente a quanto si possa pensare, sia tra la popolazione maschile che tra quella femminile, la totale o parziale incapacità di trattenere l’urina è solo un sintomo di qualcosa che non va e non una vera e propria patologia. Soprattutto può non essere una condizione irreversibile. Ciò significa che parlandone con il medico competente, normalmente un medico interno o l’urologo, è possibile indagare e individuare quale sia la causa di questo disturbo per risolverla e guarire.

Vediamo allora insieme cosa ci può essere dietro l’incontinenza urinaria e come è possibile trattarla.

L’apparato urinario

L’apparato urinarioL’urina è un liquido che i reni producono durante il loro processo di filtraggio del sangue. E’ composto da molte sostanze di scarto dei vari processi metabolici (come i chetoni), dall’acqua in eccesso presente nel corpo umano (come quella della famosa ritenzione idrica) e da numerosi sali minerali. Quando parliamo di incontinenza urinaria, dunque, significa che uno dei processi legati alla creazione e alla successiva espulsione di questa soluzione vengono interrotti o modificati.

Ma come funziona l’apparato urinario? Ebbene, tutto parte dagli instancabili reni: questi organi a forma di fagiolo, infatti, sono deputati al filtraggio costante (24/7) del sangue per ripulirlo da tutte le scorie prodotte normalmente all’interno del corpo. I numeri sono impressionanti se si pensa che per produrre circa due litri di urina al giorno i reni filtrano tra i 120 e i 150 litri di sangue indipendentemente dalla volontà della persona.

L’urina così formata, trasportata grazie agli ureteri (piccoli tubi attaccati a ciascun rene e che collegano quest’ultimo direttamente alla vescica), arriva quindi in un organo cavo che a mano a mano che si riempie invia dei segnali al cervello. La persona, a quel punto, sentirà il bisogno di urinare, ma sarà lei a decidere quando e dove (ovviamente fino a che non sarà raggiunta la totale capienza della vescica), attivando così il processo di minzione o urinazione con l’eliminazione dell’urina attraverso l’uretra, verso l’esterno.

Attenzione ad un aspetto: minzione (o urinazione) e diuresi non sono sinonimi perché il primo indica il momento esatto durante il quale si ha l’espulsione dell’urina dalla vescica, attraverso l’uretra, verso l’esterno, mentre il secondo è la somma degli episodi di minzione nell’arco di ventiquattro ore. 

Cause e trattamenti

Cause e trattamentiSe dovessimo per un momento escludere tutte le eventuali patologie e disturbi che possono portare all’incontinenza urinaria maschile, mentre osserviamo cosa accade al livello fisico noteremo che tutto ruota intorno a due fattori potenzialmente complementari: il cervello non gestisce correttamente gli impulsi che arrivano dalla vescica, o i muscoli di questa non lavorano come dovrebbero. Da cosa possono essere causati questi malfunzionamenti? Ebbene, due sono le ragioni più frequenti: possibili difetti congeniti o familiarità genetica con problemi alla prostata.

Esistono poi numerosi fattori di rischio che, soprattutto sul lungo periodo, possono portare a soffrire di incontinenza urinaria: tosse cronica, che sollecita in maniera eccessiva tutti i muscoli dell’addome e del bacino; malattie neurologiche, che possono indebolire il controllo del sistema nervoso sull’attività della vescica; obesità; sedentarietà ed età avanzata.

Una volta che, grazie all’anamnesi e a specifiche analisi di laboratorio, il medico competente avrà appurato che ci troviamo in presenza di incontinenza urinaria, sarà fondamentale anche capire a che tipologia appartiene per poter iniziare con i trattamenti. Già, perché per esempio si agirà sull’incontinenza da sforzo (causata da pressioni muscolari eccessive esercitate sulla vescica, come nel caso dei colpi di tosse) in maniera diversa rispetto all’incontinenza da traboccamento (che avviene quando generalmente c’è un’ostruzione dell’uretra).

Generalmente il trattamento dell’incontinenza urinaria viene eseguito in due step: un primo durante il quale si prova a rieducare il paziente correggendo sia il suo stile di vita (con una dieta ad hoc piuttosto che con l’astensione da alcol o droghe) che allenando i muscoli della vescica e del pavimento pelvico; un secondo basato su un intervento più massiccio da parte del personale medico con la prescrizione di farmaci appositi, piuttosto che elettrostimolazione o intervento chirurgico.

Sappiamo che per un uomo può risultare difficile confidarsi con il proprio dottore di fiducia, piuttosto che con un medico specialistico, su queste tematiche, ma se si vuole risolvere definitivamente il problema (che come abbiamo visto è semplicemente un sintomo di qualcosa che non va e non una malattia vera e propria) è necessario affrontare l’incontinenza urinaria prima che sia possibile.

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