Disordini ormonali, tipologie e sintomi. Trattamenti dei disordini ormonali

Disordini ormonali, tipologie e sintomi. Trattamenti dei disordini ormonaliMolti aspetti del nostro corpo, sia di carattere psicologico che fisico, sono gestiti da particolari sostanze, definite ormoni, rilasciate da ghiandole apposite, chiamate endocrine. Queste sostanze interagiscono tra di loro mantenendo nel corpo un delicato equilibrio, definito omeostasi, che però a volte può essere compromesso sia per cause naturali (banalmente l’età della persona) sia per cambiamenti nell’ambiente o nell’organismo (per esempio obesità). A volte la causa dei disordini ormonali può anche essere un sintomo di patologie a carico degli organi preposti allo sviluppo degli ormoni stessi.

Cerchiamo allora di capire in questo contesto quali sono i disordini ormonali più comuni, quali sono i sintomi e i trattamenti relativi. Visto il delicatissimo effetto degli ormoni sull’intero organismo è bene essere chiari su un punto: questo articolo vuole essere puramente informativo, ma non ha alcuna pretesa di sostituirsi al parere del medico. Per questo motivo nel caso in cui si sospetti uno squilibrio ormonale è fondamentale rivolgersi quanto prima al proprio medico di riferimento, che poi direzionerà a seconda dei casi verso lo specialista di riferimento (normalmente l’endocrinologo).

Disfunzioni ormonali femminili

Irsutismo

L’irsutismo è una patologia endocrina che colpisce la popolazione femminile e si caratterizza per una distribuzione e concentrazione dei peli che si avvicina molto a quella maschile (come per esempio nella zona della barba, del petto ecc.). Alla base di questo disturbo c’è un malfunzionamento delle ghiandole che secernono gli ormoni sessuali con funzione androgena (prodotti sia negli uomini che nelle donne, anche se in queste ultime in forma molto minore), riscontrabile attraverso una visita endocrinologica. Negli ultimi vent’anni la medicina è riuscita a fare numerosi passi da gigante, riuscendo a trattare con sempre maggiore successo i casi di irsutismo, aiutati dalle pazienti che si rivolgono al professionista per tempo.

Disfunzioni ormonali femminili

Amenorrea

Con questo termine si intende un periodo in cui la donna in età fertile non ha il suo ciclo mestruale e non è in gravidanza. Prende il nome di amenorrea primaria quando una giovane non ha mai avuto neanche il menarca, mentre l’amenorrea secondaria è quando a una donna che ha raggiunto una sua regolarità mestruale (normalmente dopo i 18-20 anni di età) salta per qualche mese il ciclo. In alcuni casi alla base di questo disturbo possono esserci problemi ginecologici, ma quasi sempre si tratta di qualche disfunzione di tipo ormonale. Considerando anche che qualsiasi modifica del ciclo mestruale può essere sintomo di condizioni più gravi è bene che la donna monitori, indipendentemente da un eventuale consulto medico, alcuni parametri come: data di inizio e fine del ciclo, quantità di flusso, eventuale dolore, colore delle perdite, odori particolari ecc.

Disfunzioni ormonali maschili

Disfunzioni ormonali maschiliIpogonadismo

Quando i testicoli producono meno testosterone del previsto possono creare un ridotto sviluppo dell’apparato maschile, intaccando anche la capacità riproduttiva dell’uomo. Questo disturbo ormonale può svilupparsi in due fasi: durante l’età evolutiva (dove ne risentono anche le dimensioni finali dell’apparato genitale) oppure durante l’età adulta (dove la malattia intacca non l’aspetto esterno, ma tendenzialmente solo la capacità riproduttiva). Per curare questa disfunzione è bene anticipare i tempi e agire quanto prima rivolgendosi al proprio medico di fiducia, che poi direzionerà il paziente verso lo specialista di riferimento, ovvero l’endocrinologo: numerosi sono oggi le terapie e i trattamenti a disposizione degli uomini, anche non eccessivamente invasivi, per ottenere un recupero totale o quasi delle funzioni riproduttive.

Ipogenitalismo

Condizione che può sembrare simile alla precedente, l’ipogenitalismo è quel disturbo in cui a fronte di dimensioni ridotte dell’apparato riproduttore maschile (normalmente non più di 12 cm in erezione) le funzionalità dei testicoli non sono compromesse. La causa di questa condizione è da ricercarsi in carenze degli ormoni maschili già durante la pubertà e non corrette con tempismo. Fortunatamente l’ipogenitalismo non lascia altri problemi, se non quelli psicologici legati agli attuali canoni di virilità, ma comunque agendo per tempo è anche possibile intervenire garantendo un normale sviluppo dell’intero apparato.

Queste quattro condizioni sono le più comuni, nonché facilmente trattabili in uno spazio ridotto come questo. Le disfunzioni ormonali spesso sono solo il sintomo di patologie ben più gravi, come il diabete mellito, la gotta, l’ipo/ipertiroidismo, l’ipo/ipersurrenalismo, la sindrome dell’ovaio policistico e la sterilità. Per questo motivo è bene non sottovalutare i segnali del proprio corpo, non affidarsi mai al fai-da-te e rivolgersi quanto prima al medico competente.

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